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19
Jan
2010
Feedback sullo stage post-natalizio all'Accademia di Caldaro PDF Stampa E-mail

Scrivo a titolo personale (Luca Todeschin), nonchè a nome di mia figlia Valentina e del suo maestro Martin Pereyra.

Siamo ritornati entusiasti dallo Stage di fine dicembre. Entusiasmo condiviso soprattutto da Valentina.

Dopo una esperienza del genere, per una ragazzina di 12 anni, si possono aprire due strade: la prima che può indurre a pensare che per provare a diventare una buona atleta bisogna “soffrire” troppo… e quindi meglio lasciar perdere; la seconda, quella colta da Valentina, raccogliere nuovi stimoli e motivazioni per ripartire con ancora più entusiasmo e impegno.

A distanza di un mese dalla fine dello stage, Valentina ha praticamente cambiato completamente atteggiamento, buttandosi a capofitto nell’attività tennistica. Si è deciso infatti con il maestro Martin di provare a intensificare gli allenamenti, adottando metodi in linea con quelli visti durante lo Stage. La risposta è più che positiva.

Per quanto ci riguarda, lo stage è stato il naturale proseguimento di precedenti weekend, nei quali avevamo sperimentato le Vs. tecniche di insegnamento e contemporaneamente verificato l’atteggiamento più o meno costruttivo di Valentina.

In sostanza non posso che ritenere positiva questa esperienza, che ha fatto bene a me come genitore per capire quale strada intraprendere, al maestro Martin che ha raccolto sicure indicazioni e stimoli e soprattutto a Valentina che ci sta dando grandi soddisfazioni nell’approccio all’attività sportiva, che ora vede come una “gioia” e mai come uno stress o un impegno dovuto.

Voglio inoltre evidenziare che, al di là di aspetti puramente tecnici, una delle cose positive e che ho apprezzato è stato l’ambiente familiare trovato a Caldaro, con i ns. ragazzi che hanno potuto vivere a contatto con tecnici e atleti di spessore internazionale, nella più completa serenità e disponibilità, con una grande facilità di relazioni interpersonali, anche con persone che siamo abituati a vedere solo in televisione.

Per quanto riguarda aspetti puramente tecnici, sono del parere che una tale esperienza debba, per quanto e a chi possibile, essere seguita da costanti monitoraggi e nuovi incontri, nell’ottica di una crescita armoniosa e costante dei ns. ragazzi; fondamentale è la presenza del maestro di riferimento dell’atleta, che deve adottare metodi in linea con quanto visto a Caldaro, per non creare confusioni nel ragazzo.

Grazie ancora.

A presto

Luca, Valentina e Martin

 

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